Il Luogo

Salle de l'opéra vue depuis la scène

Gli esterni

Dopo l’incendio che distrusse il Teatro dell’Opera, nel 1883 fu avviata la ricostruzione dell’edificio che, tuttavia, subì notevoli ritardi per difficoltà di carattere amministrativo, le  prese di posizione di certi giornali, la pressione dell’opinione pubblica: fatto sta che tra la decisione e la sua applicazione passarono due anni. Questo progetto toccava molti interessi e si scatenò una vera e propria battaglia per la scelta del quartiere. Questa disputa contrapponeva la città vecchia in declino, alla città nuova in piena espansione. Dopo aver esitato tra tre diverse ubicazioni, una su square des Phocéens (place Albert 1er), l’altra alle terrazze (città vecchia), fu proprio la terza a raccogliere consensi unanimi: il vecchio teatro incendiato, ampliato con l’annessione delle proprietà appartenenti ai signori Lacan, Boréa e Borrelli. Fu indetto un concorso d’architettura su scala nazionale, con la giuria presieduta dal Sig. Borriglione, che fu Sindaco di Nizza dal gennaio 1878 a maggio 1886.

Vinse François Aune, architetto ufficiale della città, nato a Nizza il quale aveva compiuto i suoi studi a Torino. François Aune ascoltò i consigli dell’eminente Charles Garnier, all’epoca ispettore dell’edilizia pubblica, il quale diede il suo accordo definitivo il 27 giugno 1884.

Con una delibera del consiglio comunale  del 10 agosto 1882, ratificata dal prefetto l’8 settembre successivo, furono approvati i finanziamenti necessari di un milione e cinquecentomila franchi francesi, somma che fu ampiamente superata.

Vue de l'extérieure de l'opéra, façade sud

Terminati gli ultimi lavori di decorazione, il nuovo edificio fu inaugurato sabato 7 febbraio 1885, con una replica dell’Aida. Nel corso della stessa stagione italiana furono proposti il  Faust, Ernani e Ruy Blas. L’edificio insiste su una superficie di 1800 metri quadri. La facciata principale da su rue St-François-de-Paule. É costituita da due avancorpi dall’effetto decorativo molto grazioso larghi 6,60 metri ciascuno  e da un corpo centrale lungo 18 metri. L’altezza degli avancorpi, dal lastricato ai frontoni circolari è di 24 metri, esclusi i cartigli che la sovrastano. Il corpo centrale è alto 19 metri. L’esterno rispecchia perfettamente la ricchezza dell’interno che si può apprezzare ancor più nel dettaglio grazie a una serie di lampade a gas che illuminano  la facciata principale, la rotonda  e una parte dell’edificio sul lato di  rue de la Terrasse (l’odierna rue Raoul Bosio). Sopra la pensilina sono posti gli stemmi della città. Ovunque eleganti lanterne illuminano l’edificio e le galleria dei piani superiori. Queste balconate all’aperto sono una felice innovazione, molto apprezzate e frequentate da tanti spettatori durante gli intervalli. Le persone che arrivano in auto entrano dalla grande porta centrale che è sormontata da un’ampia ed elegante pensilina in ferro finemente lavorata. Allo scalone d’onore si accede dalla rotonda rialzata, anch’essa sovrastata da una pensilina in ferro. Questo ingresso è riservato alle tre prime file di palchi, alle poltrone, agli scanni e  alla platea. Questa rotonda, come pure l’ingresso di rue St-François-de-Paule, è decorata da inferriate artistiche. La facciata prospiciente il quai du Midi ha un aspetto magnifico.

Sulla facciata principale (rue St-François-de-Paule) sui pilastri della terrazza superiore sono collocate quattro statue alte 2 metri dello scultore  Monetta che rappresentano la Tragedia (Melpomene), la Commedia (Talia), la Musica (Euterpe) e la Danza (Tersicore). Sulla sommità della rotonda si trovano due donne alate, che celebrano rispettivamente la gloria della Francia e quella di Nizza. Due piccoli geni sorreggono l’uno un cartiglio sul quale sono incise le lettere RF e l’altro un secondo cartiglio con lo stemma della città di Nizza. Sul frontone figura l’iscrizione Heic blandis animum ludis recrare juvent Et risu et lacrymis oblectans scena docibit (In questo luogo si amerà elevare la mente con opere teatrali piacevoli. Il palcoscenico istruirà divertendo sia con il riso che con il pianto). Più oltre, in rue de la Terrasse, si trovano altre tre statue che raffigurano l’Ispirazione, l’Esecuzione e  la Mimica. Queste tre statue, come quelle che sovrastano la rotonda, sono opera di M.Trabucco.

 

Façade Nord de l'opéra - on voit les 4 statues sur le toit

Il piano terra dell’edificio, alto 5 metri, è realizzato con pietre refrattarie a grana fitta provenienti dalla cava della Turbie. Le colonne monolitiche del corpo centrale sono di pietra rossa di Verona. I capitelli bronzei dell’ordine corinzio sono opera della ditta « Thiebaut frères » di Parigi (cfr. articolo del Journal de l’Opéra n° 30). Tutti gli altri elementi decorativi delle facciate sono realizzati in pietra di Montpaon. Le crociere decorative dei due avancorpi sono sormontate dai busti di Rossini e di Meyerbeer. Le incastonature in ferro  degli intercolumni della facciata e della rotonda attigua intelaiano delle vetrate in cristallo granulato realizzate  da Fassy, smaltatore e mastro vetraio di Nizza.

Dalla sua inaugurazione in poi l’edificio ha subito importanti modifiche, soprattutto sulla rotonda: l’ingresso principale all’angolo con rue de la Terrasse è stato trasferito su rue Saint-François-de-Paule; la pensilina della rotonda è scomparsa, come pure le due donne alate e i geni. Gli scalini d’accesso della rotonda sono stati eliminati e le tre porte sono state trasformate in finestre. Sono scomparse anche le tre statue su rue de la Terrasse e i due stemmi della città sopra le pensiline. Le due balconate sono rimaste: una ingrandisce il Foyer Montserrat Caballé e l’altra conduce agli uffici amministrativi.

Fonti : Laure Baretge, L’évolution de la vie musicale à Nice de 1860 à 1914; Nice Riviera; Le petit Niçois; L’éclaireur du Littoral; Archivio municipale di Fabron; Biblioteca di Cessole; R. Rourret, Père Yves Marie Lequin traduzione latina.  

Gli interni

Hall d'entrée de l'opéra

PHOTO : © Dominique Jaussein

 

Di fronte alla porta d’ingresso del Teatro dell’Opera si trova l’elegante scalone che conduce alla grande sala, disposta a «ferro di cavallo»: è una sala cosiddetta «all’italiana», nella quale il pubblico è protagonista quanto gli artisti. Con le sue eccezionali dimensioni  (è larga 19 metri e lunga  23) la grande sala occupa tre quarti del volume dell’intero edificio e può contenere all’incirca 1000 spettatori.  Il proscenio misura 13 metri di larghezza, ha un’altezza di 14 metri e una profondità di 19 metri.

La decorazione è lussuosa: i capitelli compositi, i palchi sono ornati d’oro su fondo color crema e tappezzati di rosso.

L’affresco del soffitto, realizzato dal pittore Emmanuel Costa di Mentone, rappresenta un immenso cielo mitologico. I pittori italiani del tardo Rinascimento e del primo Barocco furono i primi a realizzare questi soffitti che si aprono verso il cielo.

Le lustre de la salle de l'opéra

PHOTO : © Dominique Jaussein

L'opera di Costa, realizzata in uno stile molto accademico, è simbolica e raffigura Apollo, dio delle arti e della musica, e Afrodite dea dell’amore. Entrambi sono vicini ad altri personaggi e creature mitologiche disposti in una sorta di cerchio armonioso. Il grande soffitto affrescato è illuminato da un monumentale lampadario di cristallo.

PHOTOS : © Dominique Jaussein

 

Visite à 360° de la salle de l'Opéra