Storia

Photo ancienne du Théâtre de l'opéra au XIXème siècle depuis la rue

Dal teatro dei Signori di Maccarani all’incendio del 1881

Il piccolo teatro di legno del 1776

La Marchesa Alli-Maccarani ottiene da Amedeo III, Re di Sardegna, dalla cui giurisdizione dipende la Contea di Nizza, l'autorizzazione a trasformare in teatro la casa dove prima abitava. Nasce così nel XVIII secolo il piccolo Théâtre Maccarani, dal nome dei suoi proprietari, nel luogo dove si erge l’odierno Teatro dell’Opera.

Finito di realizzare nel 1776, il teatro è interamente in legno, con la facciata nord che si apre sulla città e la facciata sud prospiciente i bastioni del quai du Midi, l’odierno quai des États-Unis.

I lavori del nuovo Teatro dell’Opera nel 1826

Nel 1826, su consiglio del Re Carlo Felice la città di Nizza acquista il teatro e decide di raderlo al suolo per costruire in quello stesso luogo un grande Teatro dell’Opera in stile italiano.
Brunati, l’architetto del comune e Perotti, un architetto torinese, progettano un edificio con una platea spaziosa senza posti a sedere, secondo la tradizione ancora in voga all’epoca, con quattro ordini di palchi per ospitare comodamente il pubblico abbiente e il grande palco reale sorretto da due cariatidi dorate.

Il palcoscenico è chiuso da un immenso tendone sul quale il pittore Biscarra raffigura in un affresco gigante le gesta dell’eroina nizzarda Catherine Ségurane. La scena orientata a sud, come lo è tuttora, ha un fondale che si apre su una grande vetrata con vista sul mare, murata nel 1866 e sostituita da una gigantesca meridiana sul lato del quai du Midi. L'Opera diventa Teatro Comunale nel 1870.

1881: il dramma

Le théâtre détruit après l'incendie

Mercoledì  23 marzo 1881, durante l'ouverture della Lucia de Lammermoor, in pochi minuti tutto si trasforma in un incubo. Un terribile incendio, divampato verosimilmente a causa di una fuga di gas sulla rampa di scena, distrugge completamente il teatro.

Il nuovo teatro nel 1885

Il  7 novembre 1882, l’amministrazione comunale decide di costruire il nuovo teatro dove sorgeva il vecchio e incarica del progetto l’architetto François Aune.

François Aune architetto nizzardo, nato nel 1814, ha ottenuto il diploma di geometra a Torino prima di essere nominato architetto del comune. Il progetto che propone per il nuovo teatro dell’opera ottiene l’approvazione di Charles Garnier, l’allora Ispettore dell’edilizia pubblica.

La costruzione esterna

François Aune, allievo di Gustave Eiffel, costruisce una struttura in muratura tradizionale realizzata con pietre, mattoni e calce e al suo interno inserisce una struttura composta di travi metalliche.

La decorazione interna

La decorazione della sala e del palcoscenico é frutto di un compromesso tra le tradizioni locali nizzarde, la crescente influenza dei francofili e le esigenze estetiche di un pubblico cosmopolita.

Il compito di fare la sintesi di queste diverse correnti stilistiche spetta a un architetto di scuola torinese  «incrociato» con il parigianismo, come alcuni gli rimproverano. Fin dall’inizio, il capitolato prevede una sala «all’italiana»: quindi i palchi, autentici salottini intimi, si affacciano sulla sala e nell’insieme sembrano un muro inframmezzato da una molteplicità di aperture.

Ognuno è libero di partecipare allo spettacolo secondo una filosofia che privilegia l’autonomia individuale, senza per questo inficiare la comodità altrui.

Il nuovo teatro è decorato magnificamente e l’affresco del soffitto  che rappresenta il carro del sole è opera di Emmanuel Costa.

Le sculture sono di Raimondi e rappresentano le muse: Euterpe (la musica), Melpomene (la tragedia), Talia (la commedia) e Tersicore (la danza).

Nel 1902, il Teatro comunale prende il suo attuale nome di Opera di Nizza.

L’odierno Teatro dell’Opera

Alcuni elementi sono cambiati in questo edificio dalla sua costruzione.

L’ingresso principale che dava su un grande scalone nella rotonda del teatro è stato spostato  in rue Saint-François-de-Paule.

Anche il proscenio è stato ridotto, l’imponente lampadario è stato prima eliminato e poi reintrodotto nel 1960 (è composto da 600 lampade), la platea è stata ingrandita e i dipinti all’ingresso sono stati sostituiti da grandi specchi.

La  gabbia scenica è stata ristrutturata e ammodernata nel 1979. Oggi  la fossa d'orchestra, grazie al pavimento motorizzato consente di aumentare considerevolmente il numero di orchestrali nei concerti e di eseguire un repertorio più vasto.

Il teatro è stato classificato «monumento storico» nel 1993.

Da allora sono stati eseguiti importanti lavori di restauro interno ed esterno. La prima fase dei lavori si è incentrata sulla messa in sicurezza, la seconda sul risanamento delle facciate e della copertura e l’ultima fase si occuperà del restauro degli interni. L’edificio ha ritrovato la sua identità architettonica nel 2000.

Vue de l'extérieur de l'opéra, de nuit

Une grande scène lyrique internationale

Au 19e siècle, Nice devint un lieu de séjour hivernal pour l'aristocratie européenne et son Opéra bénéficia pleinement de cet engouement.

Les grands chanteurs et les grands compositeurs se succédèrent donc sur cette scène. Dans le centre-ville, le quartier des musiciens se souvient de leurs noms : Offenbach, Meyerbeer, Halévy, Berlioz, ou encore Verdi dont la création française de la « Force du destin » eut lieu à Nice en 1873. Tous ces compositeurs séjournèrent plus ou moins longtemps, entraînant dans leur sillage la présence de « monstres sacrés » du chant comme la soprano Adelina Patti ou le ténor Enrico Tamagno.

A la suite d'un incendie, le 23 mars 1881, lors d'une représentation de Lucia di Lamermoor, l'Opéra de Nice fut reconstruit par François Aune, disciple de Charles Garnier – l'architecte de l'Opéra de Paris. La vie lyrique niçoise reprit de plus belle avec des créations comme  Marie-Madeleine  de Massenet ( 1903), avec les premières françaises d'ouvrages comme Les Troyens  de Berlioz (1891), La Gioconda  de Ponchielli (1886),  « Eugène Onéguine » de Tchaïkovsky, l' « Or du Rhin » de Wagner (1902),  « Ekaterina Ismaïova » de Chostakovitch, ou encore la création mondiale de l' « Elégie pour de jeunes amants » de Henze (1965).

Les divas se sont succédé : Nelly Melba, Felia Litvine, Emma Calvé, Mado Robin, Régine Crespin,  Barbara Hendricks et Montserrat Caballé dont le nom est d’ailleurs donné au Foyer de l'Opéra de Nice. Des chanteurs légendaires ont fait entendre leurs vocalises : José Luccioni, Cezare Vezzani, Georges Thill, Mario del Monaco, Carlo Bergonzi, Luciano Pavarotti, Franco Corelli, Ruggiero Raimondi, Placido Domingo ou encore Jonas Kaufmann.

La scène de l'Opéra de Nice a également accueilli des concerts prestigieux avec des solistes comme les pianistes Marguerite Long, Arthur Rubinstein, Wilhelm Kempff, Krystian Zimerman ; les violonistes Jacques Thibaud, Zino Francescatti, Yehudi Menuhin ; les chefs d'orchestre Georges Enesco, Jasha Horenstein, Paul Paray, Igor Markevitch, Eugen Jochum, Wolfgang Sawallich, etc.